Insetti commestibili nella dieta dei bambini: questi due mondi possono trovare un punto di incontro? L’introduzione di insetti commestibili nella dieta dei più piccoli è attualmente oggetto di dibattito e richiede una valutazione attenta in base alle conoscenze scientifiche ad oggi disponibili. La Società Italiana di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica (Sigenp) ha recentemente esaminato questa questione e ha espresso cautele in merito.
Nonostante le numerose proprietà benefiche attribuite a questi “novel food”, i dubbi in merito alla loro influenza sulla salute e nel dettaglio sull’alimentazione infantile (ma anche per quella degli adulti), restano.
Insetti commestibili e dieta dei bambini: i dubbi

Ampliare il palato dei bambini, spingendoli a sperimentare una varietà di sapori al di là delle consuete scelte alimentari può rappresentare una tendenza molto positiva. Tuttavia, l’approccio di introdurre nel menù dei più piccoli alimenti a base di insetti commestibili suscita legittime preoccupazioni e porta a riflessioni più approfondite.
I pediatri della Sigenp hanno sollevato leciti dubbi significativi, contenuti in un articolo della rivista scientifica Italian Journal of Pediatrics, condotto dagli stessi professionisti e che mette in luce la necessità di approfondire le ricerche prima di considerare l’inclusione di alimenti a base di insetti nella dieta dei bambini.
A detta degli esperti, attualmente, mancano prove sufficienti riguardo ai benefici nutrizionali e alle possibili allergie alimentari associate a questi prodotti.
L’opportunità di includerli nella dieta dei più piccoli

Negli ultimi anni, l’interesse per fonti proteiche sostenibili e nutrienti ha portato gli insetti commestibili ad emergere come una potenziale risorsa alimentare. Se inizialmente questa idea potrebbe suscitare perplessità, l’inclusione di insetti nella dieta dei bambini potrebbe avere diversi benefici. Diamo quindi uno sguardo sull’opportunità di includerli nella dieta dei più piccoli.
Gli insetti sono una fonte ricca di proteine, vitamine e minerali essenziali. Alcuni di essi contengono livelli significativi di omega-3 e omega-6, acidi grassi essenziali per lo sviluppo cognitivo e la salute cardiovascolare. Inoltre, sono spesso una fonte eccellente di ferro, zinco e vitamina B12, nutrienti vitali per la crescita e lo sviluppo dei bambini.
La produzione di insetti edibili richiede decisamente meno acqua, terra e risorse rispetto ad altre fonti proteiche tradizionali come carne bovina e suina. Inoltre, gli insetti emettono quantità significativamente inferiori di gas serra, contribuendo così alla lotta contro il cambiamento climatico. Introdurre insetti commestibili nella dieta dei bambini, quindi potrebbe essere un passo verso uno stile di vita più sostenibile e consapevole dell’ambiente.
Gli insetti edibili sono consumati in molte culture da secoli e sono approvati da organizzazioni internazionali per la sicurezza alimentare. Tuttavia, è fondamentale assicurarsi che questi novel food siano acquistati da fonti affidabili e preparati correttamente per garantire la sicurezza alimentare, specialmente nei casi di allergie.
Esistono oltre 2.000 specie di insetti commestibili, ognuna con il proprio profilo nutrizionale e sapore unico. Da grilli a larve di farfalla, la varietà offre opportunità per creare piatti avventurosi e gustosi. Gli insetti possono essere preparati in modi diversi: a partire dal prodotto disidratato per ottenere gustosi snack croccanti, al loro utilizzo in zuppe, insalate o impasti per biscotti.
Introdurre insetti nella dieta dei bambini, inoltre, può essere un’occasione per insegnare loro l’importanza della sostenibilità, dell’esplorazione alimentare e dell’apertura mentale. Coinvolgere i bambini nella preparazione di piatti con insetti può trasformare l’esperienza in un’avventura culinaria educativa, contribuendo a formare abitudini alimentari sane e consapevoli.
Cosa pensano i pediatri

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha autorizzato l’immissione nel mercato di alimenti contenenti polveri di grillo, locusta e altri insetti, ritenendoli sicuri. Tuttavia si tratta di una certificazione basata su dati non certi e che necessitano di ulteriori verifiche anche nel lungo termine e soprattutto per quanto riguarda la popolazione pediatrica.
Nel dettaglio, tra il 2022 e il 2023, la Commissione Europea ha autorizzato quattro “novel food” per il mercato europeo, ma i pediatri sottolineano la necessità di approfondire la sicurezza di tali prodotti, specialmente per i bambini. Nonostante le ricerche eseguite abbiano indicato la sicurezza di questi nuovi alimenti, c’è una eccezione rappresentata dalle larve della farina, sconsigliate ai minori di 18 anni per il potenziale rischio di reazioni allergiche. Tuttavia, i pediatri, desiderosi di ottenere maggiori certezze, hanno approfondito ulteriormente le possibili conseguenze della commercializzazione di prodotti a base di insetti.
I pediatri della Società Italiana di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica (Sigenp) sconsigliano attualmente l’inclusione di insetti nella dieta dei bambini. Secondo gli esperti, i dati scientifici attualmente disponibili non sono sufficienti per raccomandare cibi contenenti polveri di grillo, locusta e altri insetti ai bambini.
Il gruppo di ricercatori, guidato da Lorenzo Norsa, responsabile dell’area Nutrizione della Sigenp, conclude che, in base alle attuali conoscenze, ulteriori ricerche sono necessarie prima di pronunciarsi sull’uso potenziale di insetti nella dieta dei bambini. L’insufficienza di prove riguarda sia i benefici nutrizionali che le possibili allergie alimentari associate a questo tipo di alimentazione.
Il potenziale di questi alimenti nel contrastare la fame e la carenza alimentare nei paesi a basso reddito è indiscutibile, ma nonostante questo è essenziale anche chiarire il reale assorbimento di nutrienti come proteine e ferro nelle farine a base di insetti.
A detta dei pediatri, dunque, la sicurezza certificata dovrebbe essere supportata da ulteriori dati prima di diventare pratica comune nella nutrizione infantile.
Claudio Romano, presidente della Sigenp, intervistato dal quotidiano La Repubblica, rispetto al possibile rischio per i bambini derivante dal consumo di “novel food” ha ribadito che l’uso di farine a base di insetti non sarebbe raccomandato in età pediatrica, soprattutto per il rischio allergico. “Si possono trovare anche al supermercato cracker, pasta o merendine addizionate con queste farine: anche se è d’obbligo riportare gli ingredienti nelle etichette non sempre queste vengono lette dalle mamme. Bisogna dunque fare attenzione. Secondo la nostra società scientifica sono indispensabili ulteriori ricerche in questo campo”, ha aggiunto.
A suo dire, inoltre, da un punto di vista nutrizionale i prodotti contenenti farina di insetti commestibili non andrebbero ad aggiungere nulla di più all’alimentazione dei bambini europei, a differenza di quanto accade nei paesi in via di sviluppo, dove possono invece rappresentare delle fonti proteiche particolarmente importanti.
In conclusione, nonostante la certificazione di sicurezza da parte dell’Efsa, gli esperti suggeriscono la necessità di ulteriori prove prima di introdurre su larga scala alimenti a base di insetti nella dieta dei bambini.





