Insetti commestibili, fonte foto Bigstock

Insetti commestibili e Vitamina B12: quali ne contengono di più?

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Gli insetti commestibili sono una fonte interessante di nutrienti, tra cui la vitamina B12. Tuttavia, la presenza di questa vitamina negli insetti può variare notevolmente a seconda della specie e del loro ambiente. Alcuni insetti, come i grilli e le cavallette, sono noti per contenere quantità significative di vitamina B12, mentre altri potrebbero contenerne decisamente meno.

La vitamina B12 è essenziale per diverse funzioni del corpo umano, inclusa la formazione dei globuli rossi e il funzionamento del sistema nervoso. È particolarmente importante per chi segue diete vegetariane o vegane, poiché spesso si trova principalmente negli alimenti di origine animale. Ma quali sono gli insetti edibili che ne contengono maggiormente?

Insetti commestibili e l’importanza della vitamina B12

Insetti edibili, fonte foto Bigstock
Edible insects. Crickets as snack, good source of protein. Entomophagy, insectivory concept. Fried insects. Close up view. 3D rendering.

Se si intende integrare gli insetti nella propria dieta è importante assicurarsi di consumare insetti provenienti da fonti sicure e pulite, poiché potrebbero essere contaminati da pesticidi o altri agenti nocivi. Tuttavia occorre anche capire se la quantità di nutrienti presenti al loro interno, tra cui la vitamina B12, è sufficiente oppure no.

In ambito nutrizionale, infatti, la vitamina B12 – nota anche come cobalamina – ha un ruolo molto importante sulla salute in generale e su diverse funzioni dell’organismo. Ha un compito cruciale nella formazione dei globuli rossi, nella sintesi del Dna ma anche nella funzione nervosa e nel metabolismo di acidi grassi e di aminoacidi.

La sua importanza la si riscontra soprattutto nei casi di carenza, dal momento che possono provocare problemi di salute non indifferenti. Tra i sintomi più comuni di una sua carenza si citano: stanchezza, debolezza, anemia, problemi di natura neurologica, danni ai nervi, malattie cardiovascolari e ritardo dello sviluppo nei bambini.

Quanta vitamina B12 contengono gli insetti?

Insetti commestibili, fonte foto Bigstock
Food Insects: Man eating Cricket insect on chopsticks. Crickets deep-fried crispy for eat as food snack, it is good source of protein edible and delicious for future food. Entomophagy concept.

I dubbi possono però sorgere quando si segue una dieta non convenzionale, come ad esempio quella che prevede il consumo di insetti. Quali sono i livelli di vitamina B12 in essi contenuta? Da questo punto di vista sappiamo che questa vitamina è presente soprattutto in prodotti di origine animale come carne, pesce, uova e latticini.

Nonostante le loro dimensioni ridotte, gli insetti commestibili possono vantare un importante profilo nutrizionale, negli ultimi anni divenuto sempre più di interesse generale. Le proprietà benefiche degli insetti da un punto di vista nutrizionale sono innegabili: essi contengono elevate quantità di proteine (spesso superiori alla carne e al pesce), grassi sani (tra cui acidi grassi essenziali come omega-3 e omega-6), vitamine (tra cui la vitamina B2, la vitamina B3 e la vitamina B5), minerali (come zinco, ferro, magnesio e calcio) e fibre.

Molti insetti si caratterizzano per il loro straordinario contenuto nutritivo: il Tenebrio molitor (tarma della farina), ad esempio, è ricco di proteine, mentre i grilli (Acheta domesticus) oltre ad essere anche loro molto proteici, contengono anche quantità interessanti di vitamina B12, ferro e calcio.

In merito alla vitamina B12 collegata agli insetti, ci sono stati diversi studi che ne hanno rilevato ed evidenziato l’interessante presenza in alcune specie. E’ bene però ricordare che non tutti gli insetti commestibili contengono vitamina B12 e che i livelli possono variare a seconda di diversi fattori tra cui la dieta e l’ambiente dell’insetto.

Stando ai risultati delle ricerche sull’argomento, tra gli insetti edibili che possono produrre ed immagazzinare vitamina B12 nel loro corpo si segnalano soprattutto grilli, larve della farina e mosche soldato nere. Sebbene le quantità possano essere variabili, potrebbero non raggiungere gli stessi livelli presenti nelle fonti animali tradizionali.

Nel dettaglio, i grilli rientrano tra gli insetti commestibili contenenti in assoluto la maggiore quantità di vitamina B12, esattamente da 0,1 a 2,2 µg per 100 grammi di peso secco. Lo stesso vale anche per le larve della farina, anche se i livelli possono variare a seconda della loro dieta e del loro stadio di crescita. Lo stesso si può affermare delle mosche soldato nere, considerate potenziali fonti di vitamina B12.

Quali vantaggi trarre dalla vitamina B12 negli insetti

Insetti commestibili e dieta, fonte foto Bigstock
Eating mealworms, serving of edible insects in a bowl, top view with hand and the wooden fork

Esistono dei vantaggi per l’uomo legati alla vitamina B12 proveniente da insetti commestibili? La risposta è certamente affermativa. Intanto c’è un primo vantaggio di natura ambientale dal momento che il consumo di insetti come fonte di vitamina B12 richiede una minore quantità di terra, acqua e mangime rispetto al tradizionale bestiame. Il loro tasso di riproduzione particolarmente alto ed il ciclo di vita breve permettono inoltre una produzione rapida ed efficace.

Abbiamo già visto quali sono i vantaggi degli insetti dal punto di vista nutrizionale, grazie ai nutrienti essenziali in essi contenuti. L’aggiunta di vitamina B12 contribuisce a renderli ancora più completi.

Un altro aspetto da non sottovalutare è la biodisponibilità della vitamina B12 negli insetti rispetto agli integratori. Inoltre, la presenza di nutrienti essenziali come proteine, grassi e minerali, contribuisce ad un migliore assorbimento di questa vitamina da parte dell’organismo umano.

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Perché consumare insetti

Insetti commestibili nella dieta dei bambini, fonte foto Bigstock
Children eating bamboo worm insect crispy and chocolate wafer bars ingredients include almonds cashews. Fried insects great source of protein for children Select focus

Il consumo di insetti nella dieta, può incidere in maniera significativa sulla nutrizione dell’uomo, soprattutto nei casi di carenza di vitamina B12. Ecco perché gli insetti vengono considerati degli alimenti ideali per affrontare tali eventuali carenze. Tuttavia, sussistono ancora non pochi ostacoli da affrontare, a partire dalle preoccupazioni legate al consumo di insetti.

Nonostante l’introduzione di insetti nella dieta possa portare numerosi vantaggi potenziali, è fondamentale tener conto dei possibili pericoli e dubbi dei consumatori. Le allergie agli insetti possono manifestarsi e coloro che hanno già allergie a crostacei o acari della polvere potrebbero essere più suscettibili. Potrebbe esserci una reazione allergica incrociata tra questi allergeni, quindi è necessario fare attenzione quando si inizia a includere gli insetti nella dieta, specialmente per chi già si riconosce come soggetto allergico.

I concetti di sicurezza e qualità degli insetti come alimento dipendono certamente dalle condizioni di allevamento e dai processi di lavorazione. Per questo è fondamentale garantire un’igiene corretta, acquistare da fornitori di fiducia come ad esempio il sito specializzato 21Bites.it e rispettare le norme sulla sicurezza alimentare per ridurre qualsiasi possibile rischio per la salute legato all’ingestione di insetti.

Non si può sottovalutare, poi, anche il tema dell’accettazione culturale, con tutte le opinioni sociali differenti riguardo al consumo di insetti. L’introduzione di questi alimenti come parte regolare della dieta potrebbe necessitare di campagne educative e di sensibilizzazione per superare eventuali ostacoli culturali e favorire l’accettazione.

In generale però, gli insetti rappresentano una fonte promettente di vitamina B12 e nutrienti fondamentali, contribuendo a colmare le lacune nutrizionali e a creare sistemi alimentari sostenibili. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche, regolamentazioni e sensibilizzazione per sfruttare appieno il potenziale degli insetti come fonte alimentare diffusa.

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