Locuste e Cavallette, Pixabay

Locuste e cavallette: come allevarle in casa

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Allevare insetti commestibili sta diventando uno degli argomenti più caldi degli ultimi tempi. Sapere come fare e quali categorie scegliere, rappresenta un primo passo essenziale verso l’inizio di una nuova attività sostenibile e rivoluzionaria.

Allevare locuste, come fare: tutto quello che occorre sapere

Tra le categorie di insetti maggiormente allevati, locuste e cavallette si piazzano in pole position. In primo luogo, essendo degli animali presenti da secoli nelle ricette culinarie di molte parti del mondo, rappresentano – quasi – qualcosa di già visto.

Le locuste sono abitualmente mangiate non solo in Oriente ma possono essere trovate anche in Africa e numerosi paesi del Sud America.

La locusta migratoria nasce di colore bianco e diventa scura nel giro di pochissimi giorni. Per arrivare alla fase adulta completa, le occorreranno circa 40 giorni.

Come si allevano le locuste e le cavallette? Di norma basterà seguire poche e semplici regole da portare avanti con estrema attenzione e costanza.

Le locuste si riproducono nel terreno oppure nella sabbia. Per questo motivo, quindi, sarà indispensabile avere a disposizione un terrario grande a sufficienza e che possegga un fondo sabbioso della profondità di circa una decina di centimetri in grado di ospitare le feci ben drenate.

Il terreno ospitante deve essere sempre umido e non dovrà seccarsi mai. Se si presentasse molto arido, la fase di cova e la schiusa delle ninfe verrebbe inibita.

Attenzione anche all’eccessiva umidità. Se il terreno si presenterà troppo bagnato e dotato di ristagni, la salute degli esemplari adulti potrebbe risentirne gravemente.

Come nutrirle

Locuste, Pixabay
Locuste, Pixabay

Le cavallette sono particolarmente ingorde nonostante la loro alimentazione sia molto basica e composta da frutta, pellet di cereali (numerosi scarti della produzione cerealicola sono ottimi per nutrire questi piccoli animali), crusca ed insalata.

Le ninfe mangiano solamente erba fresca mentre le prime mute si adeguano al cibo utilizzato dagli esemplari ormai adulti.

Non bisogna dimenticare di avere un contenitore di acqua fresca da cambiare spesso, per evitare, anche in questo caso, depositi e ristagni.

A differenza dell’allevamento di grilli, le cavallette durante la fase di incubazione e crescita non hanno la necessità di disporre di vasche apposite ma possono essere disposte utilizzando lo spazio a disposizione (purché questo sia sufficientemente ampio).

La deposizione avviene nel terreno e, successivamente, le uova procederanno in maniera autonoma alla schiusa ed i successivi passaggi che li porteranno fino alla maturità.

Nonostante questo aspetto “semplice”, allevare cavallette è più difficoltoso rispetto ai grilli. Per quale motivo? Essenzialmente perché hanno bisogno di maggiore cibo per la crescita essendo anche più grandi e avendo – in più – la capacità di volare.

Tuttavia, proprio la cavalletta, ha un ciclo vitale più ampio del grillo (circa 4-6 mesi). Per tale ragione, mettere in piedi un allevamento da zero, comporterà anche una spesa economica rilevante, considerando anche l’ipotesi “fallimento”.

Manutenzione e pulizia

Le cavallette richiedono anche una temperatura costante che si deve assestare intorno ai 30 gradi. Per questo motivo, bisogna aver cura di disporre di un impianto di riscaldamento e termoregolazione in modo da tenere le temperature costanti a seconda della stagione.

Temperature più basse di 30 gradi, potrebbero portare l’insetto a morte certa. Per quanto riguarda gli spazi, occorre valutare delle vaschette sufficientemente ampie e in grado di avere un sistema di aerazione nella parte bassa, per consentire il costante ricambio di anidride carbonica.

Inoltre bisogna considerare il numero di insetti a disposizione per evitare il sopraffollamento delle vaschette.

Non bisogna dimenticare poi di tenere più femmine che maschi in un rapporto di 1 a 2: questo favorirà la riproduzione e il normale ciclo biologico delle locuste.

E’ buona norma evitare di avere troppi maschi anche per la “competizione”. Troppi esemplari dello stesso sesso “lotteranno” per la presa del territorio, specie se hanno a disposizione uno spazio limitato attorno a loro.

Consigliamo anche di distribuire all’interno delle vaschette dei rami secchi di piccole dimensioni in grado di trasformarsi in una sorta di area di sosta per le cavallette da utilizzare come zona di privacy durante la fase dedicata alla muta.

n ultimo (ma certamente non per importanza) è indispensabile la pulizia. Occorre sempre pulire bene il doppio fondo in modo regolare per rimuovere escrementi, pelli essiccate e cibo avanzato prima della sua decomposizione.

Avendo cura di trattare questi insetti sostenibili con cura e dedizione, il risultato sarà del tutto sorprendente. Inoltre, con il passare degli anni, le specie in grado di nutrire l’essere umano, potranno essere allevate da un numero maggiore di persone favorendone lo sviluppo ottimale in grado di offrire una fonte di cibo sostenibile, proteica e sicura.

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