Nel 2024, i Novel Food rappresentano una parte fondamentale del nostro sistema alimentare. Carne sintetica, insetti commestibili e alghe sono diventati argomento di dibattito accesissimo in Occidente ed anche nel nostro Paese.
Questi prodotti, che includono alimenti prodotti utilizzando nuove tecnologie e tecniche scientifiche, come l’ingegneria genetica o la produzione di proteine da fonti non tradizionali, stanno rivoluzionando il modo in cui pensiamo al cibo. Ma cosa li rende così speciali?
L’importanza dei Novel Food nel 2024

Nel 2024, l’importanza dei Novel Food è più evidente che mai. Con l’aumento della popolazione mondiale e la crescente necessità di alimenti sostenibili e nutritivi, offrono soluzioni potenzialmente rivoluzionarie.
Molti Novel Food sono prodotti in modo più sostenibile rispetto ai metodi tradizionali. Ad esempio, la carne coltivata in laboratorio può ridurre significativamente l’impatto ambientale della produzione di carne, riducendo la deforestazione e le emissioni di gas serra. Lo stesso discorso vale per l’introduzione di insetti commestibili nelle abitudini alimentari globali.
I Novel Food possono anche essere progettati per essere più nutritivi rispetto ai loro equivalenti tradizionali. Ad esempio, le piante geneticamente modificate possono essere arricchite con vitamine e minerali, aiutando a combattere la malnutrizione in molte parti del mondo.
Offrono la promessa di un futuro in cui possiamo produrre cibo in modo più sostenibile e nutriente, contribuendo a garantire la sicurezza alimentare per tutti. Nonostante le sfide, l’importanza dei Novel Food nel panorama alimentare globale è innegabile ma al tempo stesso oggetto di dibattiti e diatribe.
La carne sintetica nel 2024

La carne sintetica, o carne coltivata, è un argomento di grande attualità nel 2024. Questo prodotto, ottenuto attraverso la coltura di cellule animali in laboratorio, rappresenta una potenziale rivoluzione nel settore alimentare. Tuttavia, la sua accettazione e regolamentazione variano notevolmente tra i diversi paesi.
L’attuale dibattito sulla carne coltivata nel 2024 è un esempio emblematico di come le innovazioni tecnologiche possano sfidare le normative esistenti e sollevare questioni complesse in termini di etica, salute e sostenibilità.
In Italia, la produzione e la vendita di carne coltivata sono state vietate. Questa decisione è stata presa dal Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che ha portato avanti una battaglia identitaria. La legge è stata firmata dal Presidente della Repubblica Mattarella.
Tuttavia, la situazione è più complessa di quanto sembri. Il divieto di Lollobrigida è stato descritto come un veto preventivo, dato che l’Efsa, l’ente comunitario che si occupa della sicurezza alimentare in Europa, non ha ancora ricevuto alcuna richiesta di autorizzazione da produttori di carne coltivata.
Ciò significa che qualora l’Efsa dovesse esprimersi positivamente sul tema della carne sintetica e quindi autorizzarne il commercio, l’Italia non potrà fare altro che accettare la decisione dell’UE, per il principio della libera circolazione delle merci all’interno degli Stati membri.
La questione della carne coltivata rimane, quindi, aperta e complessa. Mentre alcuni vedono in essa una minaccia per gli allevatori tradizionali, altri la considerano una soluzione sostenibile per soddisfare la crescente domanda di carne senza aggravare l’impatto ambientale dell’allevamento intensivo.
Insetti commestibili cibo del futuro?

Nel 2024, il mercato degli insetti commestibili sta guadagnando sempre più attenzione. Si stima che il volume di affari potrebbe raggiungere 50-80 milioni di euro in Italia e tra 600 milioni e un miliardo di euro in Europa.
A partire dal 29 Dicembre 2023, il Ministero dell’Agricoltura italiano ha approvato quattro decreti che regolano la commercializzazione dei prodotti alimentari a base di farina di insetti. Questi decreti sono stati varati per regolare la vendita di prodotti alimentari realizzati con la farina di insetti. Questa decisione è stata presa in seguito all’approvazione da parte dell’Unione Europea della vendita di prodotti a base di farina di insetti.
I prodotti che possono essere realizzati con la farina di insetti includono pane, barrette, biscotti, pasta, prodotti da forno, pizze, bevande come la birra e minestre. Tuttavia, ad oggi, solo quattro tipologie di insetti sono state approvate per la produzione di farina: le larve del verme della farina minore, le larve gialle della farina, le locuste migratorie e i grilli domestici.
Le confezioni di prodotti a base di farina di insetti devono riportare la tipologia di insetto presente, le quantità utilizzate (fino a un massimo del 10%), il Paese di origine della farina (per ora sono autorizzati solo i prodotti provenienti da Francia, Olanda e Vietnam) e informazioni relative ai rischi legati alle reazioni allergiche.
Inoltre, il Ministero italiano ha stabilito che tutti i prodotti realizzati con la farina di grillo dovranno essere venduti nei supermercati in comparti separati in cui siano adeguatamente segnalati. Una decisione, questa, che ha suscitato molte discussioni, in quanto potrebbe portare a una discriminazione nella vendita.
Nonostante le controversie, l’industria degli insetti commestibili è in crescita. Si prevede che la maggior parte dell’offerta (80-85%) sarà concentrata sui prodotti realizzati con farina di insetti, mentre il restante 15-20% sarà costituito da insetti interi. Questo mercato emergente rappresenta una nuova frontiera per l’industria alimentare, offrendo opportunità di sviluppo sostenibile e innovativo.
Tutta una serie di fattori, tra cui la sostenibilità ambientale, la sicurezza alimentare e i benefici nutrizionali, hanno portato nel 2024 ad incrementare l’attenzione verso gli insetti commestibili, considerati a tutti gli effetti il cibo del futuro. Ma cosa li rende così speciali?
Gli insetti, rispetto ad altre fonti di proteine animali, richiedono meno risorse per essere allevati. Consumano meno acqua, producono meno gas serra e necessitano di meno terreno rispetto al bestiame tradizionale. Inoltre, molti insetti possono essere allevati su sottoprodotti organici, trasformando i rifiuti in risorse preziose.
Con l’aumento della popolazione mondiale, garantire la sicurezza alimentare è diventato una sfida sempre più pressante. Gli insetti offrono una soluzione potenziale a questo problema. Sono ricchi di proteine, vitamine e minerali, e possono essere allevati in grandi quantità in spazi ristretti.
Gli insetti commestibili, dal punto di vista nutritivo sono una fonte eccellente di proteine, fibre e grassi sani. Contengono anche vari minerali e vitamine essenziali per la salute umana. Alcuni di essi, come i grilli, sono particolarmente ricchi di proteine e ferro, rendendoli un’alternativa nutriente alla carne.
Nel 2024, gli insetti commestibili stanno diventando sempre più riconosciuti per i loro benefici ambientali, per la sicurezza alimentare e nutrizionali. Mentre la cultura e le preferenze alimentari variano in tutto il mondo, l’accettazione di questo Novel Food come fonte di cibo continua a crescere. Gli insetti rappresentano un’opportunità per affrontare alcune delle sfide più pressanti del nostro tempo, tra cui il cambiamento climatico, la sicurezza alimentare e la salute umana.
I MIGLIORI PRODOTTI A BASE DI INSETTI SU 21BITESLe alghe commestibili: il superfood dell’oceano

Le alghe commestibili, un tempo considerate cibo del futuro, sono diventate oggi un business da 9 miliardi di euro. La produzione mondiale sfiora i 180 milioni di tonnellate e le vendite in Italia sono aumentate del 14,4% nell’ultimo anno.
Le alghe sono un vero e proprio superfood sempre più diffuso anche in Italia. Sul piano nutrizionale, sono ricche di proteine, fibre e polifenoli, che possono ridurre il rischio di malattie cardiache, diabete e alcuni tumori, e possono ridurre la pressione sanguigna. Contengono anche iodio, importante per la funzione tiroidea. Alcune specie di alghe commestibili potrebbero anche aiutare a controllare il peso nelle persone in sovrappeso o obese.
Fra le più utilizzate sono incluse le alghe kombu (particolarmente impiegate per minestre e zuppe), nori (usate nella realizzazione del sushi), wakame (nella zuppa di miso), spirulina (ingrediente del gomasio), arame (usate come contorno), dulse (presenti in zuppe, salse e impiegate con legumi o cereali), hijiki (con pasta, riso, verdure o radici), e kanten (con il sashimi),
Questo superfood proveniente dall’oceano è un ottimo esempio di economia circolare: si può usare per intero oppure estrarne princìpi attivi per la cosmetica, e ciò che ne rimane è biomassa, facilmente riutilizzabile per esempio come biocarburante, come base per tessuti naturali o ancora fertilizzante.
L’Unione Europea sta puntando a creare una filiera strutturata di algacoltura e stima che, entro i prossimi anni, questo mercato quintuplicherà il giro d’affari, arrivando a superare i 9 miliardi di euro, e creando 85 mila nuovi posti di lavoro. In Italia oggi il mercato conta una decina di aziende, soprattutto nella fase di trasformazione.
Le alghe commestibili, dunque, stanno diventando sempre più conosciute e utilizzate anche in Europa ed è considerato un “superfood” nutriente e sostenibile. Con la crescente consapevolezza dei benefici per la salute e l’ambiente, stanno guadagnando popolarità come alimento sostenibile e nutriente, guadagnandosi a pieno titolo un posto tra i Novel Food più apprezzati nel 2024.





