Insetti commestibili: normativa europea

Insetti commestibili: cosa dice la normativa europea?

Negli ultimi anni il consumo di insetti commestibili ha preso sempre più piede in molti Paesi sparsi per il mondo. Ma cosa dice in merito la normativa europea? Sono circa due miliardi i consumatori consapevoli ed anche in Europa la presenza di questo “Novel Food” è diventata sempre più evidente nei supermercati e nei grandi negozi alimentari.

Spagna, Francia, Germania e Regno Unito sono i Paesi dove è più facile trovare prodotti a base di insetti tra gli scaffali della grande distribuzione. Ciò dimostra come ormai questo cibo del futuro sia destinato ad una fetta sempre più ampia di consumatori.

Insetti commestibili in Europa

Cavalletta
Cavalletta

Se in molti Paesi del mondo, soprattutto quelli in via di sviluppo, continuano a consumare insetti “per necessità”, c’è una buona fetta di consumatori che li consuma poiché li trova deliziosi.

A ciò si aggiunge anche il concetto di sostenibilità che li fa preferire ad altri alimenti provenienti ad esempio da allevamenti intensivi di animali. Gli insetti infatti rappresentano soluzioni alimentari alternative ma altamente nutrienti e proteiche, in grado di “sfamare” il pianeta ed al tempo stesso più sostenibili in termini di sfruttamento del suolo e delle acque.

Sebbene in Occidente non siano ancora considerate pietanze consuetudinarie, in Europa sono diversi i Paesi che hanno già avviato la produzione ed il commercio di insetti commestibili. Ma cosa dice in merito la normativa?

La normativa europea

A partire dagli Anni Novanta, il legislatore europeo ha sentito l’esigenza di regolare i Novel Foods, con la necessità di far rientrare anche gli animali interi e gli insetti. Il primo passo in termini di normativa sugli insetti edibili fu compiuto con il Regolamento UE n. 258 del 1997 che regolava gli alimenti e gli ingredienti alimentari nuovi.

Con il passare degli anni, l’incertezza nell’interpretazione del Regolamento da parte dei vari Paesi europei e le regole diventate ormai obsolete hanno imposto un aggiornamento tenendo conto degli ultimi sviluppi in tema di diritto e nuovi processi tecnologici.

Nel 2015 venne introdotto un nuovo regolamento in materia dei Novel Food: il Regolamento UE 2283/2015. La nuova disciplina consentiva tra le altre cose di inserire nella lista dei nuovi alimenti anche insetti interi e le loro parti.

Il regolamento dell’Unione europea che disciplina il commercio e il consumo di novel foods è entrato in vigore nel 2018. L’entrata in vigore delle Novel Food Regulations permette di produrre, vendere e consumare insetti edibili nei Paesi dell’Unione Europea secondo alcune severe regole in materia di sicurezza  igiene e etichettatura dei prodotti. Fino ad allora infatti, le aziende che volevano investire in questo cibo del futuro navigavano in un mare di confusione soprattutto in tema di autorizzazioni.

Come funziona in Italia: normativa sugli insetti

Formiche
Formiche

Nel nostro Paese l’allevamento di animali è riconosciuto dall’articolo 2135, 1 comma del Codice Civile, nel quale si legge: “È imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse”.

La definizione di imprenditore agricolo è stata modificata con la riforma del 2001 che ha incluso tra le attività agrarie anche gli insetti. Mentre in origine era previsto come attività di allevamento solo il bestiame, oggi si parla di animali in generale.

Oggi in Italia gli insetti possono essere allevati sia a scopo alimentare che per essere destinati al mangime. Rispetto agli insetti in tavola però, le cose sono differenti. A causa della grande confusione creatasi, il Ministero della Salute è intervenuto con una nota del 29 ottobre 2013 specificando che gli insetti, non avendo una storia di uso sicuro non potevano essere considerati affidabili. Per questo sarebbero dovuti essere sottoposti alle procedure preventive di autorizzazione stabilite dal Regolamento UE n. 258/1997.

La normativa in fatto di insetti però ha fatto passi da gigante nel corso degli anni. Nel resto d’Europa con l’introduzione del regolamento che disciplina la normativa in materia di insetti edibili chi si occupa di allevamento e produzione degli stessi ha iniziato finalmente a muoversi liberamente. In Italia invece le cose sono andate in maniera differente.

Con una nota dell’8 gennaio 2018, infatti, il Ministero della Salute ha precisato che, pur considerando insetti e loro derivati dei novel fodds, ad oggi non è permesso l’uso di insetti in cucina e del loro commercio, a differenza di molti altri Paesi europei. Questo in attesa delle dovute autorizzazioni da parte dell’Efsa, l’Autorità Europea per la Salute Alimentare.

Nonostante questo sono numerose le aziende che hanno da tempo iniziato ad esplorare questa interessante fetta di mercato.

Le ultime novità

Nel maggio 2021 è arrivato il via libera della Ue in merito alla commercializzazione come alimento delle tarme della farina, riconosciuti tra i novel foods. L’Efsa aveva dato il suo via libera quattro mesi prima.

Il nuovo alimento potrà essere immesso in commercio come insetto essiccato intero, snack, o farina. Questo dipenderà da una serie di requisiti di etichettatura specifici prescritti dall’Authority di Parma.

Un ulteriore passo in avanti, dunque, che apre la strada ad un ruolo sempre più predominante degli insetti per uso alimentare nel mercato del Food. Il tema resta però ancora piuttosto divisivo, in attesa di una normativa che possa chiarire ulteriormente molti aspetti della produzione e commercializzazione.

Dopo il via libera all’application sulle tarme della farina presentata dalla francese Agrinutris, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare sta valutando numerose altre richieste. Il Sole 24 Ore ha potuto visionare la lista di insetti edibili in attesa di autorizzazione. Questa include: cavallette intere e macinate, larve di vermi della farina interi e macinati, larva di api mellifere, farina di grillo e grilli essiccati.

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